martedì 6 dicembre 2011

Uno scorcio della mia vita



Stasera sono abbastanza stanca.
Stamattina siamo andati su,  al nostro terreno, per potare un po'. Son dieci giorni che il tempo è quasi sempre splendido, con cielo azzurro, solo a volte qualche po' di pioggia.
Mentre lavoravamo, c'erano tre aquile che giravano in tondo sopra di noi, stridendo. Purtroppo in quel momento non avevo la macchina fotografica e non posso condividerne la visione.

Però posso farvi vedere i funghi che si trovano da noi (li ho fotografati la settimana scorsa). Non so proprio se siano mangerecci, non me ne intendo e non trovo nessuno che ne sappia qualcosa (non esiste alcun centro micologico, né l'equivalente di un Ufficio di Igiene). Nel dubbio, ci asteniamo, ma è un peccato!








Nel pomeriggio, sempre approfittando del sole, siamo andati al Puerto de la Cruz, a passeggiare. Non vi racconto nulla di questo, perché è stato tutto molto simile all'ultima volta, a parte il fatto che il mare era tranquillo, non c'erano quelle belle onde da guardare, e sulla spiaggia e in acqua c'era molta più gente.

L'unica differenza è stata che in plaza del Charco abbiam visto un gruppo spontaneo in costume locale che cantava villancicos (l'accento cade sulla "i", non son altro che càrole o canti natalizi). 



Cenando poi ci siamo divertiti molto con il "teatrino" del nostro micio.
Da qualche settimana ha preso l'abitudine di venire a chiedere croccantini extra mentre siamo a tavola (lui cena un'oretta prima di noi) facendo scene strazianti: si mette a leccare il vassoietto vuoto di polistirolo dove li mettiamo, perché ha notato che si nota bene il "rasp, rasp" che fa la sua lingua, non possiamo ignorare che sta cercando di recuperare anche l'odore, anche il ricordo dei croccantini... E ci guarda con sguardo da povero infelice abbandonato. 
Infatti lo chiamiamo "le due orfanelle" (dall'omonimo feuilleton), e anche "le 3 orfanelle" o perfino "orfanotrofio" quando esagera.  Ma stasera ha superato se stesso: dopo aver fatto un po' di scena di "rasp rasp", vedendo che non gli prestavamo attenzione, ha iniziato a sollevare il vassoietto con la zampina, fingendo di cercare qualche croccantino caduto fuori come a volte avviene, ma siccome i nostri cuori di pietra non mostravano segni di cedimento, ha iniziato a sollevare con l'unghia la tovaglietta di tela cerata, fingendo di cercare anche sotto di essa. Dopo le comprensibili risate, abbiamo ceduto...

Nella foto, da sinistra: la scodella della carne (la esige solo cruda), quella della pappa in scatola, il vassoietto incriminato, il piatto dell'acqua, che disdegna per andare a bere nei posti più incredibili. Lo so, lo viziamo, ma non abbiamo nipotini, con qualcuno bisogna pure che sfoghiamo i nostri istinti "viziatòri"...



E poi, è tanto bello e dolce!






















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