giovedì 24 gennaio 2013

Kosher



Stamattina mentre stiravo, lavoro di per sé abbastanza noioso, ho acceso la tele per svagarmi un po'. Ho “beccato” l'ultima parte di un documentario sui ghepardi, poi c'era uno di quei programmi “contenitori” con vari argomenti, il primo dei quali era la cucina Kosher. A parlarne c'erano un rabbino, una giornalista specializzata (entrambi ebrei osservanti) e un'altra giornalista.

Sapevo qualcosa di questo argomento, ma molto poco.
Ricordo che anni fa avevo invitato a pranzo un amico ebreo (non pensavo fosse osservante, tra l'altro era molto critico nei confronti della politica di Israele come molti suoi correligionari, ma questo ora non c'entra), il quale però declinò l'invito ribaltandolo, ovvero invitandoci lui, con la scusa che sarebbe stato problematico cucinare per lui in quanto diabetico. Era la prima volta che parlava della sua malattia, per cui ho capito che in realtà si preoccupava che io non fossi in grado di cucinare per lui in modo adeguato (adeguato alla legge, a quanto dicevano, è il significato di kosher). Gli sono stata grata per aver risolto il problema in modo così elegante e discreto, in effetti non avevo focalizzato bene la cosa e probabilmente non sarei riuscita a cucinare per lui, se non altro perché non sapevo dove rivolgermi per gli acquisti del materiale idoneo.

Ma da cosa deriva e in che consiste questa legge ebraica?
Come faceva notare il rabbino, la legge Kashruth è descritta perfettamente nel capitolo 11 della Bibbia (Levitico).
Non pretendo di essere esauriente sull'argomento, dopo pochi minuti di ascolto. Le linee principali consistono nel divieto di cibarsi di determinati animali, nel divieto di mescolare carni e latticini (questo non lo sapevo proprio!) e nel rituale per uccidere gli animali.

Le carni ammesse sono quelle di animali che abbiano lo zoccolo diviso in due e al tempo stesso siano ruminanti, sono quindi esclusi i maiali (come per i musulmani), immagino anche i cavalli. Neppure il sangue è ammesso, e anzi deve essere lavato via accuratamente dalla carne macellata. Le interiora devono essere esaminate per escludere imperfezioni o malattie.
Tra le creature alate sono esclusi ad esempio gli uccelli da preda, il pollame è ammesso.

Gli animali acquatici ammessi sono solo i pesci, perché devono essere dotati di pinne e squame. Quindi niente cozze, ostriche, gamberi, polpi ecc.
Per quanto riguarda altri animali, quelli che chiamiamo inferiori, sono esclusi perché strisciano sulla terra (ma un bruco nato dentro una mela, che non abbia mai toccato terra, sarebbe ammesso!).

Il divieto di mescolare latticini e carni nello stesso pasto è spinto al punto che l'osservante necessita di doppia batteria di cucina e accessori (non basta lavarli)! Nel frigo, ammetteva il rabbino, è possibile che coesistano, ma molto ben separati tra loro: per fortuna! immaginate dover tenere due frigoriferi...

Il rituale per uccidere gli animali (ricordo che anche i musulmani hanno un rituale simile chiamato Halal) consiste nello scegliere solo animali sani e allevati in modo giusto: gli odierni allevamenti intensivi evidentemente non sono tra i loro fornitori.


L'uccisione deve essere fatta per dissanguamento con recisione della giugulare, con l'animale cosciente, non stordito previamente. Pare una pratica molto crudele, la morte non è certo immediata. D'altra parte, mi è capitato decenni fa di arrivare vicina alla morte per una emorragia interna, e posso assicurare che fra tutte le possibili morti non è la peggiore: a poco a poco i sensi si ottundono e si perde conoscenza, ricordo solo il gran freddo provato...


I latticini presentano la difficoltà che alcuni di essi necessitano di un caglio per essere preparati: il caglio si trova nell'intestino dei mammiferi  lattanti, per cui deve essere sostituito, perché il formaggio sia kosher, con caglio vegetale.

Poi cui sono i cibi pareve o neutrali come le uova, il cioccolato “nero” (senza latte), il caffè, frutta e verdura e cereali, che possono essere mangiati insieme alla carne o ai latticini.

È ammesso il miele. Il condimento preferito è l'olio, perché il burro presenta l'incompatibilità detta prima e il grasso della carne è proibito.

Anche i vegetali devono essere scrupolosamente ripuliti da qualsiasi traccia di insetti o larve (non- kosher).

Come faceva osservare il rabbino, questa legge religiosa costringe i fedeli osservanti a fare molta attenzione a quello che comprano: se vedete qualcuno che legge attentamente le etichette in un supermercato, o sono ebrei...o sono io!
Scherzi a parte, il cibo in quella religione è visto in modo serio, non un riempirsi la pancia spensieratamente: in questo mi ricorda i vegani e vegetariani, sempre molto attenti e rispettosi verso il cibo (anche se a dire il vero il rispetto in questo secondo caso è rivolto agli esseri che devono essere sacrificati per il nutrimento dell'uomo, piuttosto che verso l'uomo che non deve essere "contaminato" dal cibo).

Anzi, come ricordava il rabbino, molte persone di religione diversa o non religiose preferiscono cibarsi in modo kosher per il solo fatto che è più sano, sia per i componenti sia per il controllo fin dall'allevamento, senza sofferenze per gli animali fino al momento inevitabile del macello.

challah, pane tradizionale per il Sabbath
Infatti avrete notato che alcune delle regole kosher possono coincidere con le regole dei vegetariani, una volta eliminata la carne. Ma anche vegetarianesimo e veganesimo in fondo sono una specie di religione...

Come sapete io sono atea, e a dire il vero mi stupisce molto che qualcuno possa avere credenze religiose: per me tutte le religioni sono un nonsenso, un retaggio anacronistico di antichissime superstizioni nate quando l'uomo assisteva inerme allo scatenarsi delle forze della natura e nel suo terrore cercava di spiegarle ed esorcizzarle in qualche modo, codificando un comportamento che in modo totalmente soggettivo (e secondo me cervellotico) avrebbe dovuto mantenerlo a salvo. 

(e infatti: terremoti, inondazioni, tsunami, eruzioni vulcaniche, pestilenze... tutto è sparito grazie alle religioni!)




7 commenti:

  1. Le regole sono ancora più complesse. E sì hanno due frigoriferi (almeno quelli che conosco io). Se mangi carne poi devi aspettare due ore prima del latte. Ancora ci sono cibi proibiti in determinati periodi. Insomma in cucina comanda il prete e non la mamma.
    Per contro non tentano di fare proseliti, anzi...

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    1. È vero, non fanno proselitismo, a loro onore devo dire che non li ho mai visti andare in giro a due a due a romp... volevo dire a infastidire la gente come quelli di ben altra religione. E neppure hanno fatto, che io sappia, sanguinose guerre agli "infedeli". Certo, ora c'è lo Stato di Israele che di vittime ne fa, ma per motivi diversi, e come dicevo non tutti i credenti ebrei sono d'accordo.
      Tornando al Kosher, pur non facendo proselitismo neppure in questo, come dicevo stanno espandendo il concetto basilare della loro cucina perché più sana di molte altre.

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  2. Bentrovati. Mi presento: sono un calabrone amico dell'originale e simpatico Bit3Lux. Ogni tanto lo inseguo...Potremmo affermare vicini di casa se non fosse che io lo osservo dall'alto in basso orograficamente parlando. La mia personale traduzione di "scuotula" è "dimena" o "dibatte" le ali naturalmente per pulirsi. Ciao a tutti e viva il salento e soprattutto le "pucce" di Maglie.

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  3. Scusate ho sbagliato post....

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    1. Benvenuto lo stesso, se ti va metti il commento anche sul post del Bit3Lux.

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  4. "D'altra parte, mi è capitato decenni fa di arrivare vicina alla morte per una emorragia interna, e posso assicurare che fra tutte le possibili morti non è la peggiore...", Scusa, ma quante volte e in quanti modi differenti sei stato vicino alla morte?

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    1. Be', quella è stata la volta in cui sono stata più lì lì per... e so come mi sentivo (l'unica cosa sgradevole veramente era il freddo, per il resto ti ottundi a poco a poco, scivoli in un torpore da cui, immagino, passi alla morte senza quasi renderti conto). Altri tipi di morte è abbastanza facile immaginarle, per esempio in un incidente d'auto o per annegamento o tra gli atroci dolori di un avvelenamento o di certe malattie terminali...
      Insoma, so per certo che se dovessi desiderare di morire sceglierei quella; però non come la mostrano nei film, con il suicida immerso in una vasca d'acqua, con l'acqua che tracima, sangue dappertutto ecc. Mi metterei comoda distesa sul letto, coperta dal mio scaldasonno acceso al massimo per non avere freddo! ;) , il braccio fuori dal letto col polso tagliato che sgocciola dentro un catino sul cui fondo metterei della terrina per lettiere di gatto: in questo modo il sangue verrebbe assorbito senza fare uno sfacelo (del resto basta ne escano circa due litri per arrivare all'esito fatale). Ho soddisfatto la tua curiosità?

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